Raccolta
di disegni tra i piccoli ospiti delle Unità Operative di Pediatria
25 ottobre 2000
- 28 febbraio 2001
L’associazione Amiqa
ha bandito una raccolta di disegni aperta ai bambini ricoverati nei Reparti
di Pediatria dei Presidi Ospedalieri di Castelfranco Veneto, Conegliano,
Montebelluna, Motta di Livenza e Treviso.
I partecipanti hanno
creato i disegni nel periodo di ricovero in Ospedale, rappresentando ciò
che è piaciuto e ciò che vorrebbero cambiare.
L’associazione ha
messo a disposizione fogli da disegno e colori di diverso tipo (pennarelli,
matite), che rimarranno poi di proprietà del bambino.
E’ stata stampata
una locandina con il regolamento del concorso, che è stata consegnata
dalla maestra o dall’animatrice della Pediatria ai genitori e ai bambini
ricoverati, spiegando l’iniziativa.
I disegni raccolti,
circa 250, consegnati prima del rientro a casa alla maestra o all’animatrice,
saranno poi esposti in una mostra nel salone d’ingresso degli Ospedali.
Al momento della consegna dell’elaborato ogni bambino riceverà un
piccolo dono, in segno di ringraziamento per il suo impegno.
Il 22 settembre
2001 è stata poi organizzata la giornata conclusiva del progetto,
nel corso della quale tra tutti i partecipanti sono stati estratti a sorte
30 vincitori, cui sono stati assegnati dei buoni premio.
Una commissione
esaminatrice composta da medici, insegnanti, esperti di psicologia
infantile, insieme alle maestre e caposala delle Pediatrie interessate,
sta valutando tutti i disegni per ricavarne informazioni sulla qualità
del servizio offerto ai bambini durante il periodo di degenza nel reparto.
I risultati verranno
utilizzati per individuare i punti di forza e di debolezza del servizio,
per cercare spunti di miglioramento.
Da una prima analisi
generale risulta essere possibile una valutazione di tipo quantitativo,
l’unica che si allinea a dei criteri omogenei rispetto alle cinque realtà
ospedaliere valutate. I bambini , pur non evidenziando traumi emotivi rilevanti
nei loro disegni, hanno saputo indicarci alcune linee per un ulteriore
progresso.
Ciò che emerge
chiaramente è come sia indispensabile la capacità dell’adulto
di mettersi in relazione con il bambino e con i suoi bisogni, più
o meno esplicitati.
I disegni ci parlano
di un bambino generalmente passivo nelle situazioni o addirittura non compare
nei disegni quando invece la situazione lo vede protagonista.
Il denominatore comune
risulta essere la qualità della relazione che viene ad instaurarsi
con l’operatore sanitario-sociale sia direttamente con il bambino che con
i suoi genitori.
Le reazioni dei bambini
all’ospedalizzazione dipendono da una parte dal grado di informazione che
il bambino ha sull’ospedalizzazione e dall’atteggiamento del personale
ospedaliero e dall’altra dall’età del paziente, dalla relazione
bambino–genitori e dalla reazione personale. E’ inoltre importantissimo
e irrinunciabile poter disporre, e questo ci dicono i bambini, di spazi
adeguati ove poter esprimere ed esercitare le loro potenzialità
residue possibili, nonostante la malattia e il ricovero, la possibilità
di operare attraverso attività creative (disegnare, colorare), usufruire
di occasioni di conoscenza e coinvolgimento specifico (acquario, piccoli
animali) e poter avere a disposizione un luogo e una o più persone
che si occupino anche della sua “non-malattia”.
Molto spesso gli aspetti
negativi dell’esperienza sono rivestiti da elementi legati alla medicalizzazione
(flebo, farfallina, siringhe, prelievo, sala operatoria, letto), risulta
allora essere fondamentale la familiarizzazione con gli strumenti prima
dell’intervento.
Gli aspetti positivi
invece riguardano invece elementi più “esterni” (maestra, scuola
in ospedale, amici, acquario, disegnare).
La presenza di questi
elementi positivi sono molto utili proprio perchè aiutano a far
sì che il clima ospedaliero sia meno estraneo, più familiare,
ma pensiamo si possa fare un ulteriore passo verso una integrazione dei
due aspetti per esempio dando spazio a giochi con materiale sanitario magari
“giocattolo” o inserendo una vena di giocosità nel contesto più
medico. Si potrebbe così tendere a contrastare la scissione mente-corpo
che a volte si tende ad indurre nel clima ospedaliero.
L'associazione Amiqa
resta comunque a disposizione per ulteriori informazioni sui risultati
ottenuti dalla valutazione dei disegni. Tali risultati verranno presentati
alle Direzioni Strategiche e agli URP delle Aziende ULSS coinvolte nel
progetto a lavoro ultimato.
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